Stress e sonno come incidono sull’equilibro ormonale e di salute generale per l’organismo

Stress e sonno come incidono sull’equilibro ormonale e di salute generale per l’organismo

A margine dei disturbi specifici del sonno e dell’ipersonnia come una delle possibili conseguenze, ci soffermeremo ora sugli aspetti prettamente ormonali e metabolici che caratterizzano una perdita dell’omeostasi biologica, con conseguente allontanamento dallo stato di equilibrio salute, che sono associati a un sovvertimento direttamente secondario a una scarsa qualità del sonno, o agli eventi stressanti che ne sono la causa.

 

  • Tendenza a ingrassare senza sapere il motivo o difficoltà a mantenere stabile il peso? O, ancora, difficoltà di gestione di fami compulsive?
  • Alterazioni dell’umore con tendenza all’ansia, attacchi di panico, o difficoltà di concentrazione e di memoria?
  • Alterazioni del ciclo mestruale, della fertilità o della libido?
  •  Ritenzione idrica, dolori muscolari, stanchezza persistente, difficoltà di concentrazione, emicranie?

 

L’ipofisi

Alla base di questi che potrebbero essere solo sintomi, prima ancora che quadri patologici, può essere un CAOS ORMONALE. Non già indotto da qualche primaria patologia, ma da un sovvertimento del programma di controllo generale ormonale (metabolico, sessuale, infiammatorio), gestito dalla ormai nota centralina di tutto che è l’ipofisi. Vedremo come questa ghiandola, direttamente sottoposta agli effetti stressori dello stile di vita quotidiano, o a uno stato di stress attivato o, ancora, a fatti metabolici o infiammatori dell’organismo può incidere anche attraverso il condizionamento del sonno, sul nostro stato di salute.

 

Stress e sonno: come incidono sull’equilibro ormonale e di salute generale per l’organismo?

 

Multiple sono le interazioni di questa piccola ghiandolina posta alla base del cervello (sella turcica), con altri sistemi nobili del nostro organismo, attraverso una continua comunicazione messa in atto da un linguaggio contenente parole diverse che, come per magia, vengono interpretate ubiquitariamente tra i suddetti sistemi. Così il pre-ormone CRH, proveniente dall’ipotalamo (area della corteccia cerebrale punto di afferenza di stimoli diversi che passano all’elaborazione conscia, compresi i sentimenti piuttosto che gli istinti, ma anche gli stimoli olfattivi, gustativi, visivi, auditivi etc.), funge da molecola di stimolo immunitario quando interagisce con il linfocita circolante (che diviene quasi una “cellula nervosa liquida”), con secondarie implicazioni interattive con il sistema nervoso e quello dell’umore. Oppure come le citochine infiammatorie (molecole prettamente immunitarie come le Interleuchine, il TNF, l’NF-kB) capaci, quando in grandi quantità, di superare la Barriera Emato Encefalica e di indurre una risposta reattiva non solo cellulare (macroglia o cellule spazzine, e astrociti, o cellule di comunicazione tra sistema vascolare e quello nervoso) ma anche ormonale. Anche da queste dipende infatti la produzione o disponibilità di ormoni come il NPY (ormone della fame), i numerosi peptidi bioattivi come la POMC (pro-opiomelanocortina), precursori degli alfa-melanociti (alfa-MSH), della beta endorfina (controllori a loro volta del sistema immunitario e ossido-riduttivo, e del tono dell’umore) e, per un’altra via, la disponibilità di acetilcolina, dopamina e serotonina (ormoni notoriamente a grande impatto positivo sul tono dell’umore). Lo stesso ipotalamo (e la sua produzione di pre-ormoni) interagisce continuamente come un binomio con l’ipofisi a livello ancora “centrale”, di “regia”, con (dalla sua parte posteriore) la produzione dell’ormone vasopressina (o Antidiuretico) e Ossitocina (ormone del parto ma anche della sensazione di intraprendenza e innamoramento), e (dalla sua parte anteriore) i pre-ormoni stimolanti le ghiandole tiroide, sessuali, del metabolismo osseo e muscolare.

Diversamente dalla maggior parte delle ghiandole endocrine infatti, che sono riccamente vascolarizzate (e che attraverso il sangue immettono in circolo i loro prodotti, ossia gli ormoni), l’ipofisi dei mammiferi e in particolare il lobo intermedio con i melanotropi pituitari, appare riccamente alimentata dalle fibre nervose che partono dall’ipotalamo, rappresentando un puro modello di comunicazione Neuro Endocrina, una specie di archetipo del modo di trasdurre l’interfaccia tra i sistemi nervoso centrale e gli effettori endocrini. Questo è confermato anche dal riscontro di numerosi terminali nervosi contenenti dopamina, noradrenalina, acido gamma-ammino-butirrico (GABA) e la serotonina.

Se la liberazione della cascata ormonale dell’ipofisi è regolata dalla sua attivazione per opera dei pre-ormoni ipotalamici (o releasing factor come l’ACTH, il TRH, il GNRH), la sua funzionalità periodica circadiana conseguente al passaggio giorno-notte, sono regolati dalla ghiandola pineale (o epifisi), in un meccanismo di inter-sincronizzazione ormonale, indispensabile per la vita.

 

Fattori condizionanti e ritmi circadiani

È così che la “regia” suscettibile a tutti i fattori di stress, di cui scrivevo, è rappresentata da un nobilissimo reticolo neuroendocrino, costituito da ipotalamo, ipofisi ed epifisi, a funzionare come da orologio biologico centralizzato. Questa struttura interattiva, ha acquistato, nel corso dell’evoluzione filogenetica, l’adattamento plastico cronologico sintonizzato, tra i sistemi da esso controllati e la variabilità circadiana giorno-notte e le fasi lunari, che viene espresso tramite il rilascio degli ormoni. Nel mammifero uomo, gli impulsi che arrivano agli occhi, a e da l’ipotalamo (nuclei sovrachiasmatici) generano infatti la sintesi ciclica e la secrezione di tutti gli ormoni del nostro organismo, definendo programmi ormonali per cui, dalla nascita alla morte, determinate funzioni vengono regolate e sintonizzate, quali quella sessuale (pubertà, fertilità, meno e andropausa), quella metabolica (crescita e sviluppo, differenziazione cellulare, metabolismo di base) e quella dell’invecchiamento cellulare in generale. Tali programmi sono continuamente suscettibili dell’ambiente circostante (stile di vita, alimentazione, tutti i fattori di stress), che ne condiziona in senso epigenetico la risposta adattativa, più o meno d’equilibrio per la salute.

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