Carico acido alimentare e insulino-resistenza: uno studio clinico

Carico acido alimentare e insulino-resistenza: uno studio clinico

6 Aprile | Studi clinici | Redazione

Le evidenze riguardanti la relazione che sussiste tra acidosi metabolica di basso grado ed insorgenza della condizione di insulino-resistenza si stanno accumulando da alcuni anni nell'ambito della ricerca scientifica.

In un recente studio clinico pubblicato sulla rivista Preventive Nutrition and Food Science (Moghadam SK, Bahadoran Z, Mirmiran P, Tohidi M, Azizi F. Association between Dietary Acid Load and Insulin Resistance: Tehran Lipid and Glucose Study. Prev. Nutr. Food Sci. 2016;21(2):104-109) un gruppo di studiosi iraniani ha indagato sull'associazione che sussiste tra il carico acido alimentare e il rischio di manifestare insulino-resistenza nella popolazione adulta della città di Tehran. Questo studio longitudinale è stato condotto su 925 partecipanti con età compresa tra 22 e 80 anni, coinvolti nella terza (2006-2008) e quarta (2009-2011) fase di un ampio studio denominato Tehran Lipid and Glucose Study.

La selezione dei partecipanti

Il Tehran Lipid and Glucose Study è uno studio prospettico di comunità condotto per indagare sulle malattie e prevenirne l'insorgenza grazie alla promozione di stili di vita salubri. Per condurre questo grande studio sono stati arruolati 15005 partecipanti con età superiore ai 3 anni. I partecipanti sono stati ricontattati ogni 3 anni per ripetere le valutazioni riguardanti:

  • lo stile di vita;
  • le condizioni cliniche;
  • le condizioni alimentari;
  • le condizioni biochimiche.

Nel contesto di questo più ampio studio sono stati arruolati 1141 soggetti di entrambi i sessi con età compresa tra 22 e 80 anni che hanno partecipato al sondaggio 2006-2008. Tra questi sono stati esclusi coloro che avevano un apporto alimentare al di sotto di 800 Kcal/die o al di sopra di 4200 Kcal/die e coloro che presentavano già una condizione di insulino-resistenza. Del campione iniziale sono quindi rimasti i 925 soggetti adulti già menzionati. L'età media di questi soggetti è risultata di 40,3 anni, mentre l'indice di massa corporea medio è risultato pari a 26,4 kg/m2.

Il metodo adottato

All'avvio dello studio è stato valutato l'introito alimentare dei soggetti arruolati per mezzo di un questionario alimentare semi-quantitativo di frequenza, validato. Per tutti i soggetti arruolati sono stati inoltre calcolati:

  • PRAL (Potential Renal Acid Load)
  • NEAP (Net Endogenous Acid Production).

L'insulinemia e la glicemia a digiuno sono state misurate all'avvio dello studio e dopo 3 anni di follow-up. La condizione di insulino-resistenza è stata definita secondo i valori ottimali di cut-off. Modelli di regressione logistica sono stati impiegati per stimare il rischio di insulino-resistenza prendendo in considerazione PRAL e NEAP e suddividendo la popolazione di studio in quartili.

Dopo i debiti aggiustamenti statistici per i potenziali fattori confondenti, i quartili superiori di PRAL e NEAP sono risultati statisticamente associati ad un accresciuto rischio di manifestare insulino-resistenza, pertanto, secondo gli autori dello studio, è giustificato concludere che un più elevato carico acido alimentare possa essere considerato un fattore di rischio per lo sviluppo di insulino-resistenza e dei correlati disordini metabolici.

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