Nella letteratura scientifica si stanno accumulando evidenze riguardanti la relazione che sussiste tra acidosi metabolica di basso grado ed insorgenza del diabete di tipo 2.
In un recentissimo articolo pubblicato sulla rivista Diabetologia (Kiefte-de Jong JC, Li Y, Chen M, Curhan GC, Mattei J, Malik VS, Forman JP, Franco OH, Hu FB. Diet-dependent acid load and type 2 diabetes: pooled results from three prospective cohort studies. Diabetologia. 2017 Feb;60(2):270-279) gli autori hanno analizzato tre studi clinici prospettici di coorte condotti negli Stati Uniti, che hanno convolto un campione molto numeroso di soggetti di entrambi i sessi. Più precisamente:
- il Nurses’ Health Study (NHS) ha coinvolto 433 donne;
- il Nurses’ Health Study II ha coinvolto 310 donne;
- l’Health Professionals’ Follow-up Study (HPFS) ha coinvolto 743 uomini.
Dall’analisi dei dati condotta è emerso che il carico acido alimentare risulta associato ad un incrementato rischio di sviluppare diabete di tipo 2. Tale associazione non risulta pienamente spiegabile considerando l’indice di massa corporea o altri fattori di rischio ormai noti per l’insorgenza del diabete di tipo 2, come il carico glicemico o l’indice AHEI (Alternative Healthy Eating Index).
Nello specifico, sono stati documentati 15.305 casi di diabete di tipo 2 durante il follow-up su 4.025.131. Dopo adeguati aggiustamenti riguardanti i fattori di rischio per il diabete, i parametri calcolati, ovvero NEAP (Net Endogenous Acid Production), PRAL (Potential Renal Acid Load) e A:P (rapporto tra proteine animali e potassio), sono risultati positivamente associati al diabete di tipo 2 (ptrend<0,0001 per tutti i parametri).
La ricerca di Kiefte-de Jong JC et al. a confronto con altri studi
I risultati di questo studio sono in linea con i risultati dello studio di coorte E3N-EPIC (Fagherazzi G et al. Dietary acid load and risk of type 2 diabetes: the E3N-EPIC cohort study. Diabetologia. 2014; 57:313–320), in cui il carico acido alimentare è risultato essere associato al rischio di diabete di tipo 2 in una coorte di donne francesi di circa cinquant’anni di età. Inoltre questo studio ha rilevato che l’associazione tra il carico acido alimentare e il diabete di tipo 2 risulta maggiore in donne con BMI < 25Kg/m2, risultato in linea con quello dello studio di Kiefte-de Jong et al. di cui si sta scrivendo.
Un altro studio ha rivelato che i parametri NEAP e PRAL sono associati ad insulino-resistenza e allo stato funzionale delle cellule beta pancreatiche in uomini e donne giapponesi con età compresa tra 19 e 69 anni, anche se si tratta di individui normopeso. Ulteriori acquisizioni dello studio denominato Japan Public Health Centerbased Prospective Study mostrano che PRAL ma non NEAP è associato con il rischio di diabete di tipo 2 solo negli uomini. Al contrario, in uno studio condotto su uomini anziani, con età compresa tra 70 e 71 anni non ospedalizzati non sono state confermate queste associazioni (Xu H et al. Dietary acid load, insulin sensitivity and risk of type 2 diabetes in community-dwelling older men. Diabetologia. 2014; 57:1561–1568).
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