Fonte: Bess Dawson-Hughes, Susan S Harris and Lisa Ceglia - The American Journal of Clinical Nutrition 87.3 (2008): 662–665.
Preservare la massa muscolare, con l’incedere dell’età è cruciale per prevenire cadute e fratture. Molti studi hanno dimostrato che l’Acidosi Metabolica favorisce l’indebolimento muscolare e che le diete ricche di cibi acidogeni possono contribuire a una riduzione della massa magra negli anziani.
Una dieta equilibrata per conservare la massa muscolare
La massa muscolare decresce gradualmente dopo i 50 anni e questa diminuzione genera debolezza, può aumentare i rischi di cadute, condurre a disabilità e determinare una riduzione dell’indipendenza dell’individuo.
Il calo di massa magra connesso all’invecchiamento ha cause multifattoriali, ma è stato provato che la dieta, intesa come combinazione di alimenti consumati quotidianamente, influisce sull’equilibrio acido-base dell’organismo, contribuendo, se non correttamente bilanciata, a questo processo negativo.
Gli obiettivi dello studio clinico
Attraverso un trial clinico della durata di tre anni, condotto presso la “Tufts University” su 384 soggetti (172 uomini e 212 donne) – dei 389 che hanno completato il “National Institute on Aging Sites Testing Osteoporosis Prevention/Intervention Treatment (STOP/IT) –con età uguale o superiore a 65 anni, si è voluta accertare l’esistenza di una correlazione, nell’arco delle 24 ore, tra:
- il livello di potassio contenuto nelle urine;
- un indice rappresentativo del contenuto di frutta e verdura nella dieta dei partecipanti;
- la percentuale di massa magra LBM % (Lean Body Mass %);
- la variazione di LBM % nei soggetti più anziani.
Il modello e il metodo adottato
I soggetti sono stati assegnati in maniera casuale, nel corso dei 3 anni, a gruppi di trattamento con Calcio (500 mg di Calcio Citrato Malato), vitamina D o placebo.
I criteri di esclusione sono stati: l’assunzione di farmaci per l’osteoporosi o terapia ormonale sostitutiva durante i 2 anni precedenti, l’uso di glucocorticoidi negli ultimi 6 mesi, creatininemia superiore a 1,2 mg /dl (106,1 mol/L), malattie del fegato, cancro in atto o iperparatiroidismo.
