Ritmi circadiani nel metabolismo acido-base e il loro significato nella pratica clinica – Prima parte

Ritmi circadiani nel metabolismo acido-base e il loro significato nella pratica clinica – Prima parte

27 Giugno | Studi clinici | Redazione

Di seguito riportiamo la prima parte di un articolo redatto dalla dott.ssa Anita Kracke che approfondisce le dinamiche dei ritmi circadiani rispetto al metabolismo acido-base e al ruolo del fegato, dello stomaco e dei polmoni. In questa sezione, si descrivono il funzionamento e le principali caratteristiche dei ritmi circadiani, mentre la seconda parte dell’articolo, che sarà pubblicato nelle prossime settimane, verterà sul ruolo del fegato, dello stomaco e dei polmoni nel metabolismo acido-base, facendo riferimento alle terapie di regolazione nelle condizioni di acidosi metabolica.

 

La nostra vita è caratterizzata da un ritmo oscillante e ovunque intorno a noi possiamo osservare schemi temporali ritmici.

Il termine “ritmo” deriva dalla parola greca ῥυϑμός, affine a ῥέω (scorrere), ed identifica un flusso o modello di movimento. Ciò che noi intendiamo oggi come ritmo era descritto nell'antica India come “vita avvolta nel movimento”, che può solo significare che noi come individui abbiamo uno schema distintivo di oscillazione.


I programmi naturali di tempo dell’universo controllano i tempi di tutti i processi vitali e tutti i processi vitali che sono noti dalla biomedicina, alcuni dei quali possono anche essere misurati, sono basati su adattamenti a questo. Sin dal risveglio dell’umanità, i cambiamenti ciclici in cielo e terra hanno lasciato il segno nel modo in cui i nostri antenati hanno sperimentato il tempo. La ruota simboleggia ciò che ritorna ancora e ancora. Noi percepiamo il sole come un disco e i nostri bambini lo disegnano con la forma di un cerchio. I nostri antenati avevano i loro dei che si facevano strada attraversando il cielo in carri infuocati con ruote luminose e onoravano i loro dèi con le ruote del sole. Le rappresentazioni grafiche circolari della medicina orientale, l’orologio degli organi (Figura 1) e persino l’orologio floreale inventato da Linneo e gli orologi a cucù mostrano il significato e l’universalità di tali ritmi.

[caption id="attachment_2518" align="aligncenter" width="300"]Fig 1 - Ritmi circadiani nel metabolismo acido-base e il loro significato nella pratica clinica Fig. 1 Orologio degli organi da “Ganzheitlich und naturheilkundlich orientierte Zahnmedizin” [Odontoiatria olistica basata su metodi naturali di guarigione] di Chr. Kobau.[/caption]

Modelli ritmici come questi possono essere misurati. Ma la capacità di misurarli è limitata se i cambiamenti sono distribuiti su un periodo di anni o sono a frequenze più alte. I processi che si svolgono a frequenze medie possono essere misurati più facilmente: frequenza di respirazione, polso, mangiare e digestione. Il ritmo più marcato è il nostro ritmo sonno/veglia nell’arco delle 24 ore. Tuttavia, siccome la nostra coscienza quotidiana viene spenta di volta in volta, questo ritmo è sperimentato davvero in modo pienamente consapevole quando il nostro sonno è disturbato.

Gli esperti di filogenetica distinguono tra diversi ordini di ritmi:

  1. Nelle piante ritmi ad onde lunghe predominano su quelli ad onde corte. Le piante pertanto non hanno così tante caratteristiche autonome. Questi ritmi delle piante possono protrarsi per diversi anni: se consideriamo i cereali, ad esempio, i ritmi possono essere sospesi per secoli. Non appena i grani vengono portati in condizioni migliori di temperatura ed a contatto con l’acqua, il processo di germinazione e la fase di crescita riprendono.
  2. Gli animali esibiscono ritmi che sono sviluppati ad un livello superiore, con un corrispondente aumento di autonomia. Anche in questo caso è possibile che siano in sviluppo in periodi apparentemente di riposo. Esiste, ad esempio, una cicala americana che giace nascosta in buchi nel terreno per 17 anni. Poi improvvisamente possono apparire migliaia di esemplari nello spazio di 20 minuti; le cicale si accoppiano; le uova vengono posate sotto la corteccia di un albero e gli insetti adulti cadono morti.
  3. Gli esseri umani sono in grado di staccarsi loro stessi dall’ordine ritmico dell’ambiente. Ciò si traduce in una potente emancipazione in termini di tempo. È possibile raggiungere una distinta autonomia accompagnata da un indebolimento dell’effetto del timer intervallo nel range delle onde lunghe.
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