Il sonno nell’economia energetica dell’organismo

Il sonno nell’economia energetica dell’organismo

Il sonno ha un ruolo importante nell’economia energetica dell’organismo: in particolare, durante le fasi di sonno profondo non-Rem, il consumo di ossigeno e la frequenza cardiaca si abbassano e il metabolismo può ridursi anche del 10%. Oltre al cortisolo, in condizioni di stress, pure il GH, ormone della crescita, risente del ritmo circadiano legato anche al sonno: la concentrazione plasmatica di questo raggiunge un picco massimo durante il sonno profondo non-Rem, dopo circa 90 minuti. Ma anche altri ormoni legati propriamente non al metabolismo (anabolico per il GH o catabolico del cortisolo), ma ai processi di termogenesi e del senso di fame o sazietà, vengono condizionati dalla qualità e dalla quantità del sonno (leptina, grelina, vit D).

Si è verificato sperimentalmente che la privazione del sonno notturno determina un aumento significativo dei livelli serali di cortisolo plasmatico, oltre al mancato raggiungimento del picco di GH con influenze su metabolismo di base, lipogenesi e protido sintesi (tendenza a ingrassare, accumulando massa grassa a discapito di quella magra); si è osservato, inoltre, che il sonno diurno non è efficace nel ripristino di questi valori.

I processi di invecchiamento, le condizioni di stress e una riduzione del sonno protratta nel tempo tendono ad alterare questi equilibri, comportando anche, un conseguente effetto sul sistema immunitario. Nel soggetto adulto, con l’avanzare dell’età si riducono progressivamente sia il sonno profondo non-Rem, a favore del sonno Rem, che la secrezione di GH, di melatonina e del DHEA (ormone anti invecchiamento per eccellenza, antagonista del cortisolo).

 

Le implicazioni della matrice extracellulare

Durante il sonno notturno accade un fenomeno fondamentale per mantenere l’omeostasi dell’organismo, preservando di conseguenza quell’energia e il recupero di cui sopra. Avviene cioè una riorganizzazione di uno dei tessuti più importanti del nostro organismo, considerato ad oggi vero e proprio organo, preposto allo scambio di comunicazioni biofisiche, chimiche, elettrolitiche, emozionali, ovvero la matrice extracellulare.

Ben note e di lunga data sono le conoscenze che la riguardano, nella sua definizione di sistema trifasico, mentre è solo di recente scoperta e precisamente nell’ambito degli studi di Psico Neuro Endocrino Immunologia, la consapevolezza di quanto questo microcosmo sia importante nella comunicazione più o meno fluente ed efficace tra i vari sistemi, e come, il rallentamento di questa, per uno stato infiammatorio a basso grado persistente, per un persistente stato di acidosi tissutale sistemica, per una cascata ormonale indotta da stato di stress attivato, o per un sovraccarico emozionale, diventi foriero di uno tsunami a sua volta immunitario, ormonale, neuroendocrino o psicologico.

In particolare, infatti, lo stato trifasico è formato da fase solida, liquida e di contatto con le membrane cellulari, in cui ciascuna fase è formata da:

  • collagene;
  • glicosaminoglicani (GAG);
  • proteoglicani (PG);
  • fibre elastiche;
  • terminazioni nervose libere;
  • glicoproteine strutturali;
  • liquido interstiziale (acqua e suoi soluti).

 

Queste molecole complesse glico-protidiche sono organizzate “a spazzola”, dove la base è formata dalla parte proteica strutturale, mentre la parte zuccherina forma le setole: essendo ricca di gruppi OH, si mescola attivamente e interagisce fisicamente e chimicamente con l’acqua circostante. Tali “setole”, a prevalenza di carica negativa, hanno il compito di legare a sé radicali liberi, ioni, ecc. Le strutture glicoprotidiche (GAG e PG) e il liquido interstiziale formano una struttura di consistenza più o meno gelatinosa, altamente modificabile, che può passare rapidamente o stabilizzarsi da uno stato di maggiore soluzione (SOL) a uno di maggiore addensamento (GEL), secondo le necessità dello stato e del momento vissuti dal corpo. Questa struttura, detta “gel tissutale”, grazie alle sue proprietà, è il luogo privilegiato attraverso cui passa la bio-informazione, e in cui avvengono numerosissime reazioni biochimiche finalizzate: si dice che l’ambiente modula la situazione migliore possibile atta a favorire la vita del sistema biologico.

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