Questo articolo del blog è frutto di una ulteriore esplorazione degli eventi legati all’elaborazione del transito intestinale e del collegamento, più che stretto, tra ciò che introduciamo attraverso l’alimentazione e il microbiota.
Questa relazione, che ancora una volta è di tipo chimico-metabolico, viene fortemente influenzata da elementi strutturali, quali ad esempio la morfologia e l’integrità del tratto gastrointestinale (GI), nonché da elementi psico-emozionali[1].
Una tipologia di Acidosi Metabolica
Colgo quindi l’occasione per considerare un tipo di Acidosi Metabolica spesso relegata in un ambito clinico ben identificato, ma che – come vedremo – presenta risvolti legati a condizioni individuali di ben più ampia portata: l’Acidosi da Acido D-lattico.
Questa condizione è stata descritta nell’uomo per la prima volta nel 1979[2] in un soggetto con un’importante resezione del piccolo intestino. L’evenienza era già nota da decenni nei ruminanti[3], ma da quel momento in poi sono apparsi numerosi articoli in letteratura medica umana.
Il quadro clinico dell’Acidosi da Acido D-lattico
Dal punto di vista clinico e sintomatologico è caratterizzata da un’Encefalopatia combinata ad Acidosi Metabolica legata all’assorbimento di acido D-lattico e ad altre componenti tossiche connesse alla eccessiva fermentazione batterica carboidratica nel colon (tra cui ammoniaca).
[1] Whitehead WE, Palsson O, Jones KR. Systematic review of the comorbidity of irritable bowel syndrome with other disorders: what are the causes and implications. Gastroenterology. 2002;122:1140–1156
[2] Oh MS, Phelps KR, Traube M, Barbosa-Saldivar JL, Boxhill C, Carroll HJ. D-lactic acidosis in a man with the short bowel syndrome. N. Engl J Med 301: 1109-32, 1979
[3] Dunlop RH, Hammond PB. D-lactic acidosis of ruminants. Ann NY Acad Sci 119:1061-65, 1965
Registrati per vedere l'articolo completo