Il rapporto tra Acidosi Metabolica, Stress Ossidativo e Infiammazione a basso grado o meta-infiammazione

Il rapporto tra Acidosi Metabolica, Stress Ossidativo e Infiammazione a basso grado o meta-infiammazione

In linea con gli scopi di questo spazio ritengo sia importante portare l’attenzione sul ruolo che svolge l’Infiammazione Sistemica di Basso grado o, in accordo alla preponderante bibliografia internazionale, la Low-grade Systemic Inflammation (LGSI), una condizione di infiammazione cronica che promuove acidosi e stress ossidativo  e - seppur a basso grado - porta ad:

  • aumentare i livelli di citochine proinfiammatorie in circolo;
  • incrementare l’infiltrazione periferica tissutale da parte dei macrofagi.

La LGSI ha, inoltre, un elevato grado di correlazione con lo sviluppo di patologie cardio-metaboliche specie nella condizione correlata di obesità. L’infiammazione del tessuto adiposo rappresenta, infatti, un mediatore chiave nella regolazione della LGSI. I macrofagi vengono indirizzati, nella loro infiltrazione tissutale, dalla presenza di pattern molecolari legati a danni metabolici (es. AGEs - Advanced Glycation-End-products cioè prodotti finali della glicosilazione oppure Lipoproteine ossidate) i quali, a loro volta, attivano i Toll Like Receptors (TLRs). Chi volesse approfondire il ruolo chiave dei TLRs nella modulazione della risposta immunitaria innata, trova materiale utile sia nei nostri articoli precedenti che nell’ampia letteratura esistente e disponibile anche attraverso internet[1].

La LGSI promuove anche:

  • Insulino Resistenza;
  • Dislipidemia;
  • Aterogenesi;
  • il Diabete di Tipo 2;
  • la condizione Ipertensiva specialmente, va sottolineato, in individui obesi[2].

 

L’importanza della dieta nella misurazione dei marcatori di infiammazione

È importante considerare come, verosimilmente, una risposta infiammatoria mai sopita sia alla base dello sviluppo di forme patologiche importanti. A questo proposito oltre ad altri co-inneschi patogenetici, che qui non approfondirò per questioni di spazio ma che verranno trattati in prossime uscite (vedi l’importanza della respirazione e tutti gli aspetti emozional-relazionali), va sempre più sottolineata, specie per fini concreti e prescrittivi, la relazione con la composizione della dieta personale nonché la condizione nutrizionale nella prima fase di vita dell’individuo. Queste considerazioni, già di per sé, imporrebbero a tutti i medici, in particolare coloro che si occupano di medicina generale, una preparazione di base in ambito nutrizionale in accordo alle caratteristiche effettive dei nutrienti che, come sappiamo, sono condizionate da elementi legati alla filiera produttiva nonché a modificazioni ambientali. Non intendo assolutizzare a dogma l’aspetto nutrizionale ma nemmeno ridicolizzarlo con affermazioni di irrilevanza, o peggio ancora nettamente errate, quali quelle che spesso sento riportare da Pazienti o affermare da colleghi troppo focalizzati unicamente sugli aspetti farmacologici perdendo di vista l’Uomo inteso come terreno vivo e vitale. Lo stesso terreno che deve comunque essere in grado di rispondere alla sollecitazione farmacologica. La misurazione di marcatori di infiammazione in condizioni di normo-alimentazione e di digiuno diventa quindi un aspetto importante per la valutazione ed il monitoraggio dell’infiammazione tissutale.

 

Il processo infiammatorio e le sue forme

Il processo infiammatorio è strettamente correlato all’immunità innata (cioè aspecifica) della quale costituisce la componente centrale. Sappiamo infatti come, in termini generali, rappresenti la risposta locale ad un danno cellulare sotto forma di:

  • aumentato flusso sanguigno;
  • dilatazione capillare;
  • infiltrazione leucocitaria;
  • produzione localizzata di un insieme di mediatori chimici che servono per promuovere l’eliminazione di agenti tossici e la riparazione del tessuto danneggiato[3].

 

La risoluzione di questo processo non è costituita dalla sua semplice cessazione passando dalla modalità acceso a quella spento. È invece un ulteriore processo attivo che coinvolge citochine ed altri mediatori anti-infiammatori, in particolare lipidi[4],[5].

Quindi, l’infiammazione è sia buona che, nella sua forma LGSI, una condizione patogena foriera di un’ampia gamma di forme di cronicizzazione come:

  • la Sindrome Metabolica (MetS);
  • la Steatosi Epatica non Alcolica (NAFLD);
  • il Diabete di Tipo 2 mellito (T2DM);
  • le patologie Cardio Vascolari (CVD)[6],[7].

Espongo, più oltre, alcune tra le correlazioni più note e studiate (presenti nella letteratura internazionale) così come la possibilità di individuare marcatori biologici in grado di allertare circa l’andamento del LGSI nell’Uomo[8].

[1]Hansson GK, Edfeldt K. Toll to be paid at the gateway to the vessel wall. Arterioscler Thromb Vasc Biol. 2005 Jun;25(6):1085-7.

[2]León-Pedroza JI, González-Tapia LA, del Olmo-Gil E, Castellanos-Rodríguez D, Escobedo G, González-Chávez A. Low-grade systemic inflammation and the development of metabolic diseases: from the molecular evidence to the clinical practice. Cir Cir. 2015 Nov-Dec;83(6):543-51.

[3]Calder PC1, Ahluwalia N, Albers R, Bosco N, Bourdet-Sicard R, Haller D, Holgate ST, Jönsson LS, Latulippe ME, Marcos A, Moreines J, M'Rini C, Müller M, Pawelec G, van Neerven RJ, Watzl B, Zhao J. A consideration of biomarkers to be used for evaluation of inflammation in human nutritional studies. Br J Nutr. 2013 Jan;109 Suppl 1:S1-34.

[4]Ortega-Gómez A, Perretti M, Soehnlein O. Resolution of inflammation, an integrated view. EMBO Mol Med. 2013 May;5(5):661-74.

[5]Serhan CN, Chiang N, Van Dyke TE. Resolving inflammation, dual anti-inflammatory and pro-resolution lipid mediators. Nat Rev Immunol. 2008 May;8(5):349-61.

[6]Hotamisligil GS. Inflammation and metabolic disorders. Nature. 2006 Dec 14;444(7121):860-7.

[7]Libby P. Inflammation in atherosclerosis. Nature. 2002 Dec 19-26;420(6917):868-74.

[8]Minihane AM, Vinoy S, Russell WR, Baka A, Roche HM, Tuohy KM, Teeling JL, Blaak EE, Fenech M, Vauzour D, McArdle HJ, Kremer BH, Sterkman L, Vafeiadou K, Benedetti MM, Williams CM, Calder PC. Low-grade inflammation, diet composition and health: current research evidence and its translation. Br J Nutr. 2015 Oct 14;114(7):999-1012.

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