Il ruolo dei grassi alimentari e dei carboidrati nella modulazione della condizione infiammatoria

Il ruolo dei grassi alimentari e dei carboidrati nella modulazione della condizione infiammatoria

Riprendiamo le considerazioni sulla LGSI partendo dalla conclusione della prima parte dove si era evidenziata la necessità di un approfondimento dell’impatto dietetico sulla promozione e sul mantenimento dello stato infiammatorio.

Ci sono infatti rilevanti evidenze che indicano come molti cibi (verrebbe da dire più ampiamente “l’Alimentazione”), nutrienti e non-nutrienti che tuttavia sono inseriti nei prodotti alimentari, possano modulare la condizione infiammatoria sia acuta che cronica[1],[2].

 

Grassi Alimentari

Gli Acidi Grassi che introduciamo attraverso l’alimentazione possono influenzare i processi infiammatori attraverso gli effetti che hanno sia sul peso corporeo - e quindi la massa adiposa - che sulla composizione e sul funzionamento della membrana e delle zattere lipidiche cellulari (regioni della membrana cellulare morfologicamente identificabili rappresentate da accumuli planari di particolari proteine e lipidi tra cui colesterolo, sfingolipidi e proteine di membrana[3]). All’interno della cellula, gli Acidi Grassi di derivazione dalla membrana e i loro prodotti possono influenzare il processo infiammatorio fungendo da:

  • modulatori delle vie di trascrizione per NF-kB (nuclear factor kappa-light-chain-enhancer of activated B cells);
  • modulatori delle vie di trascrizione per PPAR-a/g (a/g Peroxisome Proliferator-Activated Receptor - recettore alfa/gamma attivato dai proliferatori dei perossisomi)[4] ;
  • precursori per un certo numero di prodotti derivati dall’ossidazione di eicosanoidi e docosanoidi attraverso l’azione delle epo-ossigenasi, lipossigenasi e ciclo-ossigenasi[5].

Alcuni lavori condotti in questo ambito, hanno approfondito il ruolo e l’attivazione dell’Inflammosoma NLRP3. Si tratta di un complesso multiproteico citoplasmatico, normalmente inattivo, che viene attivato in risposta a segnali di pericolo extra- ed intracellulari, incluso lo stress ossidativo mitocondriale. Una volta attivato, l’inflammosoma innesca una risposta infiammatoria attraverso una modulazione caspasi-1-dipendente delle citochine IL-1β ed IL18[6]. L’Inflammosoma NLRP3 essendo un sensore chiave dello stress metabolico, mediato da SFA (Saturated Fatty Acids - Acidi Grassi Saturi) nell’Obesità e nel Diabete Mellito di Tipo 2 (T2DM). Resolvine e Protectine EPA- e DHA-derivate migliorano in modo significativo lo stato pro-infiammatorio[7].

La condizione di Obesità riduce in modo significativo una serie di sostanze attraverso una diminuzione della presenza di acido 17-idrossidocosaenoico (di derivazione dal DHA o Acido Docosaesaenoico) e ad esso biochimicamente collegate tra le quali spiccano un precursore della Resolvina D1 e della Protectina D1 (aventi azione anti-infiammatoria) presenti nel tessuto adiposo e, quindi, facilitando l’instaurarsi di una condizione infiammatoria[8]. Anche una supplementazione dietetica di EPA/DHA, all’interno di un’alimentazione obesogenica, ha consentito di riattivare la biosintesi di Resolvina e Protectina e, concomitantemente, di attenuare l’infiammazione adiposa e l’Insulino Resistenza. Relativamente, alte dosi di LC n-3 PUFA (Long Chain n-3 Polyunsaturated Fatty Acids) si sono dimostrate in grado di aumentare la secrezione di eicosanoidi infiammatori e di attenuare l’espressione genica infiammatoria nel tessuto adiposo sottocutaneo in Pazienti gravemente Obesi ma non Diabetici[9].

Vi è una sempre maggiore mole di letteratura che identifica i meccanismi attraverso i quali i processi infiammatori sono influenzati dall’apporto dietetico di Acidi Grassi e di come questi possano agire, a seconda della classe di appartenenza, in senso pro o anti-infiammatorio.

In questo senso, è importante sottolineare le evidenze, anche se talvolta non così solide, per una rilevanza pro-infiammatoria degli SFA.

Registrati per vedere l'articolo completo

Sei un professionista della salute? Registrati alla prima community dedicata all’Acidosi Metabolica latente per accedere all’area riservata e al materiale scientifico di approfondimento!